Tecnologia made in Italy
Packaging di precisione
Bortolin Kemo opera in due settori di mercato diversi, anche se uniti dal comune panorama dell'imballaggio. "Da un lato vi è il settore Packaging con la produzione di macchine dedicate all'imballaggio: formatrici di scatole, inseritrici alveari, incartonatrici, chiudiscatole, depalettizzatori e palettizzatori e sistemi di trasporto bottiglie, scatole e pallet", riferisce la sig.ra Dell'Agnese. "Dall'altro vi è il settore Closures con la produzione di macchine dedicate alla produzione di chiusure metalliche ed in plastica: presse di taglio ed imbutitura, presse di allungamento lineari e rotative, bordatrici, inseritrici guarnizioni, e così via".
Un'incartonatrice flessibile
Una macchina recentemente introdotta dalla divisione Packaging è un'incartonatrice della serie IAB destinata all'inserimento automatico di bottiglie in cartoni. "Si tratta di una macchina molto veloce, in grado di raggiungere 500 cicli/ora, dove ogni ciclo permette di gestire 48 bottiglie", afferma Gian Piero Grizzo, responsabile tecnico Ufficio Elettrico.
Più in dettaglio, la macchina è asservita da tre linee: la linea d'ingresso delle bottiglie già riempite, chiuse ed etichettate, la linea d'ingresso dei cartoni vuoti, che potranno contenere 6 o 12 bottiglie, e la linea d'uscita dei cartoni pieni.

Il sistema di automazione
Il sistema di automazione è distribuito in un quadro di comando principale, che gestisce la macchina, e in alcuni quadretti periferici. Nel quadro principale è montato un PLC con periferia decentrata, composta da un centinaio di I/O digitali e un ingresso analogico per la barriera fotoelettrica che rileva le bottiglie cadute o non prese. Tale periferia è collegata tramite bus di campo Profibus, sul quale sono presenti alcuni box di distribuzione attivi e passivi forniti da Phoenix Contact. "Abbiamo scelto questo standard di comunicazione sul campo perché è accettato in tutto il mondo", sottolinea Pozzan, progettista elettrico.

Nel quadro principale troviamo anche dei variatori di velocità per i motori asincroni presenti sui nastri trasportatori e due azionamenti che comandano i motori brushless principali della macchina, per i suoi movimenti verticali e orizzontali di spostamento verso le posizioni di presa e di scarico delle bottiglie. Nei quadretti periferici, collegati al quadro principale tramite Profibus, troviamo invece circa 20 I/O digitali, due schede di contaggio, due schede d'ingresso analogico e un pannello operatore. Quest'ultimo è collegato al PLC centrale tramite una rete Profibus/MPI separata, per non sovraccaricare la rete Profibus principale.

I componenti Phoenix Contact
Fanno parte del sistema di automazione numerosi componenti elettrici ed elettronici Phoenix Contact, accettati da tutti i clienti Bortolin Kemo per la loro riconosciuta affidabilità. Essi comprendono due alimentatori serie Quint Power con uscita a 24V/10A: uno per la gestione del quadro principale e della macchina e uno per la gestione dei quadri remotati e degli eventuali nastri di movimentazione richiesti dal cliente.
Di Phoenix Contact è anche tutta la morsetteria, con morsetti a molla per sensori e attuatori. A bordo macchina sono state usate invece varie soluzioni IP67 Fieldline modulari (FLM), evoluzione della tecnologia Inline Phoenix Contact. "L'uso dei box di distribuzione su bus di campo alleggerisce il quadro elettrico, togliendo moduli al PLC, e riduce il numero di accoppiatori presenti sull'anello del bus di campo", afferma Pozzan.

I quadri remotati
Nei quadri remotati è stata invece utilizzata la periferia Inline IP20 e Fieldline IP67 in Profibus, con un accoppiatore per ogni quadro e varie schede di I/O a seconda delle necessità: ingressi digitali, uscite a relè, uscite analogiche e schede di conteggio per gli encoder. Il PLC vede solo un nodo che svolge certe funzioni e riporta certe informazioni, a cui mandare poi determinati comandi".
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Bortolin Kemo sfrutta pienamente la soluzione IP20, dove è già disponibile un quadro in cui inserire questi dispositivi, e la soluzione IP67, sia 'intelligente' che passiva, a bordo macchina. In particolare, nella soluzione passiva non è presente elettronica. Tutti i cavetti di connessione delle utenze (fotocellule, sensori, elettrovalvole, ecc.) sono dotati di connettori precablati, che permettono il collegamento rapido al sensore e al box di distribuzione. Esattamente come nel quadro principale, Bortolin Kemo ha sfruttato al meglio la soluzione tecnica messa a disposizione da Phoenix Contact. Con questo sistema di cablaggio, la macchina è stata alleggerita e resa esteticamente più gradevole, perché si è evitato di portare delle catenarie e masse di cavi fra il quadro principale e i quadri decentrati. E ciò si traduce in un recupero economico per il cliente finale, perché la diagnostica è più precisa e, soprattutto, la manutenzione è più rapida e semplice. Altri componenti Phoenix Contact utilizzati sono i relè ad optoaccoppiatori PLC REL che, con una larghezza di 6,2 mm, contribuiscono a salvare spazio nel quadro principale e nei quadretti periferici, dove lo spazio disponibile è molto ridotto.


