Shell Chemicals, Rotterdam, Olanda

Controllo processi a sicurezza intrinseca


Lo stabilimento chimico Shell di Moerdijk, a circa 30 chilometri da Rotterdam, produce diversi tipi di sostanze chimiche dalla sintesi del petrolio. Per la movimentazione e la spedizione dei prodotti, questo stabilimento Shell ha adottato una soluzione di controllo processi a sicurezza intrinseca con moduli Process Interface di Phoenix Contact.

Il sistema di rifornimento e spedizione è composto da un deposito cisterne in comproprietà, otto banchine con dispositivi di ripartizione e trasbordo su navi, una stazione ferroviaria di ripartizione per vagoni merci e tre piattaforme di carico e pesatura per autocisterne. La quantità di mezzi di trasporto necessari, per un totale annuo di circa 1.500-2.000 navi, 13.000 autocisterne e oltre 3.000 vagoni ferroviari, mostra con tutta evidenza la consistenza della mole di lavoro.

Durante il rinnovamento dello stabilimento, tra le altre cose sono stati installati anche 250 trasmettitori HART a sicurezza intrinseca per segnali da 4-20 mA e circa 500 sensori NAMUR. Per motivi di affidabilità e mancanza di spazio era necessario realizzare un sistema I/O compatto e sicuro. Si è quindi optato per una soluzione che prevedesse l'uso di Process-Interface.




Architettura di ripartizione per una maggiore flessibilità


I moduli Process Interface riuniscono in un unico quadro elettrico il piano di ripartizione e quello di interfaccia.
Nello stabilimento Shell, i segnali provenienti dal campo vengono dapprima condotti su un quadro di ripartizione dove, dopo una preselezione funzionale, vengono associati a serie di morsetti componibili. Il quadro di ripartizione consente l'esecuzione di misure di verifica e procedure diagnostiche, di norma con interruzione del circuito ottenuta tramite sezionatori. I segnali di ingresso vengono poi condotti a un secondo quadro: il quadro convertitore, detto anche quadro Interface. Il quadro Interface contiene un convertitore statico di segnale per trasformare corrente in tensione e un convertitore di isolamento per aree con pericolo di esplosione e non. I segnali di tensione vengono poi trasmessi dal quadro Interface al sistema di controllo.



Il sistema Process Interface


La struttura concettuale di Process Interface rappresenta un'evoluzione dell'architettura di ripartizione sopra descritta e si basa su due componenti principali: un morsetto base largo 12,4 mm e moduli elettrici codificabili e inseribili a innesto, di dimensioni analoghe. I livelli di interfaccia e ripartizione vengono riuniti in un solo quadro elettrico con questa integrazione funzionale. Un tratto caratteristico è la presenza sul morsetto base di un morsetto con sezionatore, dotato di punti di controllo per finalità diagnostiche. La tensione di alimentazione può essere ponticellata mediante un ponticello a pettine. I morsetti vengono composti modularmente.

L'adattamento funzionale avviene con l'innesto dei rispettivi moduli elettronici, ad esempio l'isolatore galvanico del trasmettitore o l'amplificatore di segnale NAMUR. Grazie al precablaggio del morsetto base viene inoltre garantita una disponibilità di riserva flessibile. I componenti di Process Interface sono omologati per [EEx ia], categoria 1 (idoneità come apparecchiatura accessoria per tutte le aree e gas/polveri) e certificati conformemente alla direttiva ATEX, come obbligatorio dall' 1.7.2003.

Process Interface negli impieghi Shell



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