Protezioni a prova di esplosione

Sovratensioni come quelle causate da correnti atmosferiche possono pregiudicare la funzionalità e la disponibilità degli impianti elettrici. Queste interferenze sono impulsi che variano rapidamente nel tempo, le cosiddette tensioni transitorie, e che in pochi microsecondi sono in grado di raggiungere livelli di vari kV. In particolare in atmosfere a rischio di esplosione, come quelle presenti in impianti petrolchimici, è vitale prevenire questi fenomeni che costituiscono fonti di innesco.

In settori a rischio di esplosione, si è affermato l'uso di un tipo di protezione da innesco "Sicurezza intrinseca Exi" come misura di protezione secondaria che prevede la limitazione di tensioni e correnti in modo da impedire a una miscela esplosiva di raggiungere l'energia e la temperatura d'innesco minime.


Secondo DIN EN 60079-11, l'isolamento tra un circuito di corrente a sicurezza intrinseca e la custodia del dispositivo elettrico o parti a terra deve essere in grado di resistere al valore efficace (RSM) di una tensione di prova AC. Questa tensione di prova AC deve corrispondere al doppio del valore della tensione del circuito a sicurezza intrinseca o comunque a un minimo di 500V AC.

I differenziali di potenziale, che vengono generati da manovre di commutazione o da correnti atmosferiche presentano ampiezze significativamente superiori che possono arrivare a valori pari a decine di migliaia di Volt. Tali valori elevati sono in grado di causare una rottura dell'isolamento tra i conduttori attivi e la terra e, quando questo accade, generalmente il sistema non è più disponibile e non è nemmeno più sicuro.

in atmosfere a rischio di esplosione, come quelle presenti in impianti petrolchimici, è vitale prevenire sovratensioni che costituiscono fonti di innesco



Installazione di dispositivi di protezione contro sovratensioni

Se queste pericolose differenze di potenziale si possono verificare in serbatoi di stoccaggio contenenti liquidi combustibili situati in Zona Ex 0, CEI EN 60079-14 stabilisce che un adeguato dispositivo di protezione contro le sovratensioni sia installato tra ogni conduttore privo di collegamento a terra del cavo di segnale e la messa a terra locale. Il luogo d'installazione del dispositivo deve essere il più possibile vicino alla Zona Ex 0 e comunque non distante più di 1 m da tale zona. Spesso viene installato sopra il serbatoio un convertitore di dati di misurazione, per la misurazione del livello.

In questo caso un dispositivo di protezione contro le sovratensioni può essere installato in una custodia separata il più vicino possibile al convertitore. Il dispositivo di protezione deve essere conforme ai requisiti previsti da CEI EN 60079-11 e deve essere omologato per l'uso nella specifica zona Ex. I cavi tra il convertitore e il dispositivo di protezione devono essere scelti e posati in modo da essere protetti da correnti atmosferiche dirette. Installare il dispositivo di protezione determina tuttavia rilevanti costi aggiuntivi di materiali e installazione.


I dispositivi di protezione contro le sovratensioni della serie Surgetrab di Phoenix Contact offrono a questo proposito considerevoli vantaggi nell'installazione.

La robusta custodia in acciaio V4A garantisce l'installazione sui sensori in ambienti industriali anche ostili. Ideati per la protezione contro le sovratensioni delle teste di sensori e disponibili nel grado di protezione IP 67, i dispositivi Phoenix Contact sono collegati in parallelo o integrati direttamente e rapidamente nel cavo e avvitati nell'apparecchio da proteggere. Diversi tipi di filettatura consentono a questi dispositivi di essere utilizzati per un'ampia gamma di teste di sensori. Viene così meno la necessità di costose installazioni di custodie. Il requisito normativo che impone di installare il dispositivo di protezione il più vicino possibile all'area Ex 0, viene pertanto soddisfatto in modo ottimale.

Protezione contro le sovratensioni per segnali normalizzati SURGETRAB EX


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